Per questo viaggio d'affari a Shanghai, ho scelto deliberatamente di evitare le catene alberghiere business vicino al Tempio Jing'an, preferendo invece il Jin Jiang Hotel Shanghai. Avevo sentito spesso questo nome nei vecchi film durante l'infanzia, immaginandolo sempre come un frammento di un'epoca passata, nascosto tra i platani di South Maoming Road. Dopo due notti trascorse lì, ho scoperto che l'hotel offre molto più del prestigio di una storia secolare: sa infondere la premurosa ospitalità della vecchia Shanghai in ogni dettaglio della quotidianità.
Mentre l'auto svoltava da Huaihai Road verso South Maoming Road, i platani che fiancheggiavano la strada sembravano filtrare all'istante gran parte del frastuono cittadino. Sceso dall'auto, sono stato accolto da un portiere in divisa impeccabile che, prendendo la mia valigia, mi ha sorriso dicendo: "Bentornato a casa". Nessuna cordialità eccessiva o forzata, ma il giusto equilibrio per farmi sentire davvero a mio agio. L'addetta alla reception che ha curato il mio check-in era una donna di mezza età con qualche filo d'argento tra i capelli; saputo che ero in viaggio d'affari, mi ha ricordato con premura: "Stasera c'è un'esibizione di jazz in stile 'vecchia Shanghai' nel piccolo auditorium: per gli ospiti l'ingresso è gratuito, quindi non perdetevela". Mi ha anche consegnato una mappa del quartiere disegnata a mano, indicando una bottega di snack tradizionali di Shanghai a pochi passi di distanza.
Entrando in camera, ne sono rimasto subito affascinato. Non c'era traccia di quell'estetica asettica e impersonale dai toni "bianco freddo" tipica degli hotel moderni; la stanza sfoggiava invece mobili in legno scuro dalla calda e lucente patina. Oltre la finestra si estendeva il giardino privato dell'hotel, dove i rami di canfora si protendevano verso il davanzale, diffondendo nella stanza una lieve fragranza erbacea a ogni soffio di brezza. La sorpresa più piacevole è stata trovare sul comodino un vasetto di crema "Old Shanghai": non la solita versione economica da viaggio, ma quella classica, con il suo profumo nostalgico. Anche la lampada presentava un paralume in vetro in stile vintage; la sera, la sua calda luce gialla creava l'atmosfera perfetta per leggere qualche pagina, permettendo al ritmo della mia vita di rallentare piacevolmente. Al crepuscolo, ho fatto una piacevole passeggiata lungo i sentieri del giardino. Sono passato davanti al vecchio auditorium – un tempo luogo di accoglienza per dignitari stranieri – dove i tendaggi di velluto rosso conservavano ancora la loro consistenza originale. I cespugli di rose d'altri tempi, vicino al prato, erano in piena fioritura; alcuni ospiti sedevano su una panchina conversando a bassa voce, muovendosi con discrezione per non turbare la quiete. Una sera ho assistito a un'esibizione jazz. Sul palco c'era una band composta da musicisti veterani della "Vecchia Shanghai" – uomini dai capelli brizzolati – che suonavano la melodia di *Night Shanghai* mentre il pubblico batteva il tempo con delicatezza. Non c'era traccia di quell'atmosfera rumorosa e alla moda tipica delle occasioni create solo per una foto da postare; si respirava invece un'aria rilassata e tranquilla.
Il ricordo più vivido è legato alla mattina della mia partenza. Avevo fretta di prendere un volo mattutino e, per errore, lasciai sul comodino un taccuino contenente vecchie fotografie. Me ne accorsi solo a metà strada verso l'aeroporto. Chiamai l'hotel sperando in un aiuto e, nel giro di mezz'ora, un membro dello staff contattò il mio autista e mi consegnò il taccuino all'uscita dell'autostrada. Mi offrirono persino un sacchetto di *mooncake* salati al maiale, appena sfornati, dicendo: "Li mangi pure per spezzare la fame durante il viaggio. Quando tornerà a Shanghai, si ricordi di venire a trovarci di nuovo".
Un tempo consideravo gli hotel centenari semplici monumenti storici da spuntare in una lista di luoghi da visitare. Dopo questo soggiorno, tuttavia, ho capito che l'aspetto più toccante del Jin Jiang Hotel Shanghai non sono le foto degli ospiti illustri appese alle pareti, bensì il modo in cui l'hotel ha trasformato la sua eleganza secolare in un'esperienza quotidiana che ogni ospite può percepire davvero. La prossima volta che visiterò Shanghai, tornerò sicuramente qui, per regalarmi un'altra mezza giornata di relax nello stile della "Vecchia Shanghai", all'ombra dei platani.Espandi